Dalle radici di Echinacea purpurea ed Echinacea angustifolia, l’estratto che porta nei cosmetici PriMa Care le molecole vegetali più vicine agli endocannabinoidi del nostro corpo.
Phytabinoid™ è il cuore vegetale dei cosmetici PriMa Care: un estratto puro di radice di echinacea, ottenuto da due specie, Echinacea purpurea ed Echinacea angustifolia, con un’estrazione in acqua e alcol etilico che ne raccoglie le sostanze più preziose, le alchilammidi.
Il nome racconta la sua natura. Le alchilammidi dell’echinacea sono infatti molecole vegetali che, per struttura, somigliano agli endocannabinoidi prodotti dal nostro organismo, [1] tanto che la ricerca le ha definite «cannabinomimetiche»: [2] agiscono sugli stessi recettori, pur non avendo nulla a che fare con la cannabis. Phytabinoid™ non contiene cannabidiolo né altri derivati della canapa.
L’echinacea è una pianta da fiore dalla lunga storia: i primi a farne uso sono stati i nativi americani, [1] e oggi è una delle piante officinali più studiate al mondo. Delle specie esistenti, Echinacea purpurea ed Echinacea angustifolia sono quelle su cui la ricerca si è concentrata di più, [1] [2] ed è da loro che nasce Phytabinoid™.
Di queste piante usiamo la radice. Nell’elenco degli ingredienti dei nostri cosmetici la si riconosce dal nome Echinacea purpurea root extract.
Non tutti gli estratti di echinacea sono uguali, perché ciò che un estratto contiene dipende da come viene ottenuto. Conta la parte della pianta, dato che radici, fusti, foglie e fiori racchiudono le stesse sostanze in quantità diverse; [4] conta il momento della raccolta, perché nella radice la concentrazione varia con le stagioni; [5] e conta il metodo, visto che il solvente e le proporzioni decidono che cosa passa nell’estratto. [3]
Per Phytabinoid™ abbiamo scelto la radice e un’estrazione idroalcolica, cioè in una miscela di acqua e alcol etilico. È il metodo che la ricerca ha studiato più a fondo proprio per le alchilammidi: in un estratto alcolico di radice di Echinacea purpurea ne sono state identificate almeno quindici, e le principali passano dalla radice al solvente nel giro di due giorni. [3]
Il nostro organismo dispone di un sistema di regolazione che prende il nome di sistema endocannabinoide: ne fanno parte gli endocannabinoidi, i recettori a cui si legano e gli enzimi che li producono e li degradano. [11] I recettori principali sono due, il CB1, diffuso soprattutto nel sistema nervoso, e il CB2, presente soprattutto nelle cellule del sistema immunitario. [2]
È qui che entrano in gioco le alchilammidi dell’echinacea. Nel 2004 un gruppo di ricercatori ha scoperto che agiscono sulle cellule immunitarie umane attraverso il recettore CB2, [1] e due anni dopo si è misurata la forza di quel legame: due alchilammidi si uniscono al CB2 con un’affinità di circa 60 nM, superiore a quella degli stessi endocannabinoidi, mentre sul CB1 il legame resta debole. [2]
Gli studi successivi hanno confermato e approfondito il quadro. Si è visto che più alchilammidi insieme agiscono sul CB2 più di quanto farebbe la somma delle singole, [9] e che l’attività di un estratto di radice cresce con il suo contenuto di alchilammidi: [10] due ragioni in più per partire da un estratto che le conservi tutte, anziché da una molecola isolata.
Le alchilammidi sono molecole lipofile, cioè affini ai grassi, [2] e questa caratteristica ne favorisce il passaggio attraverso le barriere del corpo. Assunte per bocca arrivano nel sangue in venti o trenta minuti, [6] [7] e uno studio del 2020 ha mostrato che la principale alchilammide dell’echinacea è in grado di attraversare l’epidermide umana, tanto da essere ritrovata nel sangue dei volontari dopo un giorno di applicazione sulla pelle. [8]
Abbiamo scelto Phytabinoid™ per due prodotti pensati per momenti diversi della cura di sé.