Omega 3: a cosa servono, benefici e alimenti che li contengono

Che cosa sono EPA, DHA e ALA, quali benefici sono riconosciuti, dove si trovano e quando prenderli.

Redazione PrimaCare6 min di lettura
Sgombri, noci e semi di lino su un piano chiaro.
Pesce azzurro, noci e semi di lino sono tra gli alimenti che contengono omega 3. Immagine generata con intelligenza artificiale.
In questo articolo
In breve
  • L'EPA e il DHA contribuiscono alla normale funzione cardiaca: l'effetto si ottiene con 250 mg al giorno.
  • EPA e DHA si trovano soprattutto nel pesce azzurro, l'ALA in noci, semi di lino e altri semi oleosi.
  • Per gli adulti l'EFSA non rileva problemi di sicurezza fino a 5 g al giorno di EPA e DHA da integratori.

Che cosa sono gli omega 3

Gli omega 3 sono acidi grassi polinsaturi che l’organismo non è in grado di produrre da sé: per questo si chiamano acidi grassi essenziali, e devono arrivare ogni giorno dall’alimentazione. [1] Questo articolo spiega quali sono, a cosa servono secondo le indicazioni autorizzate in Europa, in quali alimenti si trovano e come si assumono.

I principali sono tre, e conviene imparare a distinguerli perché non si equivalgono. L’ALA, acido alfa-linolenico, è il capostipite della famiglia e si trova nel mondo vegetale; l’EPA, acido eicosapentaenoico, e il DHA, acido docosaesaenoico, sono le forme a catena più lunga e arrivano soprattutto dal pesce. [1] In teoria l’organismo sa ricavare EPA e DHA a partire dall’ALA, ma in pratica questa capacità è scarsa: [1] gli studi condotti con traccianti mostrano che la conversione in EPA è limitata e quella in DHA molto bassa. [2] Ecco perché, quando si parla dei benefici degli omega 3, ci si riferisce quasi sempre a EPA e DHA assunti già formati.

Scheda ingredienteOmega 3 (EPA e DHA)
Origine
Acidi grassi polinsaturi essenziali; EPA e DHA si ricavano dall'olio di pesce.
Dove si trova
Pesce azzurro, salmone, trota, tonno, alghe marine; integratori di olio di pesce.
Nei prodotti PrimaCare
OMEGATER Ω3

Omega 3: a cosa servono

In Europa un alimento o un integratore può dichiarare soltanto i benefici che l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha valutato e che la Commissione ha autorizzato; per gli omega 3 molte richieste sono state respinte, e l’elenco di quelle approvate è breve. [1] Alla domanda «a cosa servono gli omega 3» la risposta ufficiale è dunque questa: [3]

  • Cuore. L’EPA e il DHA contribuiscono alla normale funzione cardiaca. L’effetto si ottiene con l’assunzione giornaliera di 250 mg di EPA e di DHA. [3] [4]
  • Cervello. Il DHA contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale. L’effetto si ottiene con 250 mg di DHA al giorno. [3] [5]
  • Vista. Il DHA contribuisce al mantenimento della capacità visiva normale, anche in questo caso con 250 mg di DHA al giorno. [3] [5]

Sono quantità alla portata di un’alimentazione che comprende il pesce, e non è un caso che 250 mg al giorno di EPA e DHA sia anche l’apporto che l’EFSA considera adeguato per un adulto. [6] In gravidanza e durante l’allattamento lo stesso parere indica da 100 a 200 mg di DHA in più al giorno: [6] è una fase in cui, prima di scegliere un integratore, è bene sentire il medico.

Omega 3, colesterolo e trigliceridi

Molti cercano gli omega 3 per il colesterolo, ed è qui che le distinzioni della prima sezione tornano utili. L’indicazione autorizzata sul colesterolo riguarda l’ALA, cioè l’omega 3 di origine vegetale: l’ALA contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue, e l’effetto si ottiene con 2 g di ALA al giorno. [3] [7] Per EPA e DHA un’indicazione sul colesterolo non esiste.

EPA e DHA hanno invece due indicazioni che riguardano i trigliceridi e la pressione, legate però a quantità ben più alte dei 250 mg visti sopra: contribuiscono al mantenimento di livelli normali di trigliceridi nel sangue con 2 g al giorno, e al mantenimento di una normale pressione sanguigna con 3 g al giorno. [3] [8] In entrambi i casi la norma chiede di non superare i 5 g al giorno di EPA e DHA da integratori e alimenti arricchiti. [3] Si parla sempre di mantenimento di valori normali, e a queste dosi la scelta va fatta con il medico.

Quanto al peso, nessuna delle indicazioni autorizzate per gli omega 3 riguarda il dimagrimento. [3]

Gli alimenti con omega 3

Dove si trovano gli omega 3 dipende da quale dei tre si cerca. [1]

  • EPA e DHA sono presenti soprattutto nei prodotti della pesca: il pesce azzurro, come acciughe, sgombro e sarde, e poi salmone, trota e tonno, oltre alle alghe marine.
  • L’ALA si trova nei semi oleosi, come semi di lino, noci, soia e semi di canapa, negli oli che se ne ricavano e negli ortaggi a foglia verde.

Poiché gli omega 3 sono sensibili alla luce e al calore, è meglio consumare questi alimenti crudi o dopo una cottura breve. [1]

Le fonti vegetali meritano una precisazione. Noci e semi di lino apportano ALA, e l’organismo ne converte in EPA e DHA soltanto una piccola parte: [2] [9] per chi non mangia pesce resta quindi più difficile raggiungere le quantità di EPA e DHA viste sopra. È il motivo per cui la fonte principale di questi due omega 3 restano i prodotti del mare, [9] e per cui la maggior parte degli integratori parte dall’olio di pesce, che li contiene entrambi già formati. Anche Omegater Ω3, l’integratore di omega 3 di PriMa Care, è a base di olio di pesce: due softgel apportano 700 mg di EPA e 500 mg di DHA.

Schema con le fonti vegetali di ALA a sinistra, il pesce con EPA e DHA a destra e una freccia tratteggiata che indica la conversione limitata.
I tre omega 3 e gli alimenti in cui si trovano.

Omega 3, 6 e 9: le differenze

Il numero indica la famiglia a cui un acido grasso appartiene. Gli omega 6, il cui capostipite è l’acido linoleico, sono polinsaturi ed essenziali come gli omega 3, ma nella nostra alimentazione abbondano, perché ne sono ricchi gli oli vegetali; gli omega 3, al contrario, nella dieta occidentale sono poco presenti. [1] Per questo l’attenzione va all’equilibrio tra le due famiglie: le indicazioni nutrizionali italiane suggeriscono un rapporto di circa 1 a 5 tra omega 3 e omega 6, [1] mentre l’EFSA ha scelto di non fissare un valore preciso. [6]

Gli omega 9, come l’acido oleico dell’olio d’oliva, sono invece grassi monoinsaturi, per i quali l’EFSA non indica un apporto di riferimento. [6] In un integratore «omega 3 6 9», dunque, la parte che più spesso manca a tavola è la prima.

Quanti omega 3 e quando prenderli

Sulla quantità il riferimento è quello già incontrato: 250 mg al giorno di EPA e DHA sono l’apporto adeguato per un adulto, [6] e le raccomandazioni europee si collocano tra 250 e 500 mg. [10] Quante capsule servano per arrivarci dipende dal prodotto, perché ogni olio ha una concentrazione diversa: in etichetta vanno guardati i milligrammi di EPA e di DHA per dose, non i milligrammi di olio, e vanno seguiti la dose e il modo d’uso indicati.

Sul momento della giornata, più dell’ora conta il pasto. In uno studio su volontari l’assorbimento dell’EPA dall’olio di pesce è passato dal 69 al 90% quando le capsule venivano assunte con un pasto ricco di grassi invece che con un pasto povero di grassi, [11] e la presenza di cibo e di grassi nel pasto è tra i fattori che influenzano la disponibilità degli omega 3 per l’organismo. [12] Prenderli durante uno dei pasti principali è quindi una scelta sensata.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Gli omega 3 sono tra le sostanze più studiate, e il quadro che ne esce è rassicurante. Gli effetti collaterali riferiti con gli integratori sono in genere lievi: sapore sgradevole, alito pesante, bruciore di stomaco, nausea, disturbi intestinali, mal di testa. [13] Quanto alle dosi, l’EFSA non ha rilevato problemi di sicurezza per gli adulti fino a 5 g al giorno di EPA e DHA da integratori. [10]

Una cautela riguarda chi assume anticoagulanti: poiché gli omega 3 possono influire sulla coagulazione, in questo caso l’integratore va valutato con il medico. [1] [13]

Resta la domanda che molti si pongono, cioè se gli omega 3 facciano male al fegato. La banca dati LiverTox dei National Institutes of Health, che raccoglie le segnalazioni di danno al fegato da farmaci e integratori, risponde di no: l’uso di omega 3, anche ad alte dosi, non è stato collegato in modo convincente né ad alterazioni degli enzimi del fegato né a danni clinicamente evidenti. [14]

Termini utili

Termine Significato
Acidi grassi essenziali Grassi che l’organismo non produce e che devono arrivare dal cibo.
Polinsaturi Acidi grassi con più doppi legami nella molecola, liquidi anche a basse temperature.
EPA e DHA Gli omega 3 a catena lunga, presenti soprattutto nel pesce.
ALA L’omega 3 di origine vegetale, da cui l’organismo ricava in piccola parte EPA e DHA.
Trigliceridi Grassi formati da glicerolo e tre acidi grassi, la forma in cui il corpo li deposita.

Fonti e riferimenti

  1. Istituto Superiore di Sanità, ISSalute. Acidi grassi Omega 3: funzioni, fonti e indicazioni. Pubblicato il 29 aprile 2021. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/o/omega-3
  2. Burdge GC, Calder PC. Conversion of α-linolenic acid to longer-chain polyunsaturated fatty acids in human adults. Reproduction Nutrition Development. 2005;45(5):581–597. https://doi.org/10.1051/rnd:2005047
  3. Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, del 16 maggio 2012, elenco delle indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, testo consolidato. https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2012/432/oj
  4. EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to eicosapentaenoic acid (EPA), docosahexaenoic acid (DHA), docosapentaenoic acid (DPA). EFSA Journal. 2010;8(10):1796. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2010.1796
  5. EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to docosahexaenoic acid (DHA), eicosapentaenoic acid (EPA) and brain, eye and nerve development. EFSA Journal. 2011;9(4):2078. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2011.2078
  6. EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition, and Allergies (NDA). Scientific Opinion on Dietary Reference Values for fats, including saturated fatty acids, polyunsaturated fatty acids, monounsaturated fatty acids, trans fatty acids, and cholesterol. EFSA Journal. 2010;8(3):1461. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2010.1461
  7. EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). Opinion on the substantiation of health claims related to alpha linolenic acid and maintenance of normal blood cholesterol concentrations. EFSA Journal. 2009;7(9):1252. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2009.1252
  8. EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to EPA, DHA, DPA and maintenance of normal blood pressure, maintenance of normal HDL-cholesterol concentrations, maintenance of normal (fasting) blood concentrations of triglycerides. EFSA Journal. 2009;7(9):1263. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2009.1263
  9. Baker EJ, Miles EA, Burdge GC, Yaqoob P, Calder PC. Metabolism and functional effects of plant-derived omega-3 fatty acids in humans. Progress in Lipid Research. 2016;64:30–56. https://doi.org/10.1016/j.plipres.2016.07.002
  10. EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). Scientific Opinion on the Tolerable Upper Intake Level of eicosapentaenoic acid (EPA), docosahexaenoic acid (DHA) and docosapentaenoic acid (DPA). EFSA Journal. 2012;10(7):2815. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2012.2815
  11. Lawson LD, Hughes BG. Absorption of eicosapentaenoic acid and docosahexaenoic acid from fish oil triacylglycerols or fish oil ethyl esters co-ingested with a high-fat meal. Biochemical and Biophysical Research Communications. 1988;156(2):960–963. https://doi.org/10.1016/S0006-291X(88)80937-9
  12. Schuchardt JP, Hahn A. Bioavailability of long-chain omega-3 fatty acids. Prostaglandins, Leukotrienes and Essential Fatty Acids. 2013;89(1):1–8. https://doi.org/10.1016/j.plefa.2013.03.010
  13. National Institutes of Health, Office of Dietary Supplements. Omega-3 Fatty Acids. Fact Sheet for Health Professionals. https://ods.od.nih.gov/factsheets/Omega3FattyAcids-HealthProfessional/
  14. LiverTox: Clinical and Research Information on Drug-Induced Liver Injury. Omega-3 Fatty Acids. National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases. Aggiornato l'8 aprile 2017. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK548910/

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista.

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